CONOSCI I TUOI CONSUMI!  Con l’entrata in vigore del. D. Lgs. 102/214, con scadenza ultima al 30/06/2017, ogni precedente modalita’ di ripartizione delle spese perdera’ validità’. L’unico criterio di calcolo da seguire per la ripartizione sara’ quello basato sui consumi rilevati dai contabilizzatori di calore.

News

Iperammortamento per i sistemi di gestione dei consumi energetici

La Manovra prevede iperammortamento anche per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici

Questo è quanto previsto dal disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, ora all'esame del Parlamento per la conversione in legge.

L'articolo 3 proroga fino al 31 dicembre 2017 ovvero fino al 30 giugno 2018, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017, l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20 per cento del costo di acquisizione, l’agevolazione prevista dall'articolo 1, comma 91 e seguenti, della legge n. 208 del 2015 – legge di Stabilità 2016 – riguardante gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi (c.d. super-ammortamento).

In particolare, la norma reca una disciplina nuova e specifica in conformità con un approccio neutrale sotto il profilo sia settoriale che tecnologico:

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Confedilizia propone il rinvio delle sanzioni per la contabilizzazione del calore

Secondo Confedilizia occorre dare più tempo ai proprietari per adeguare gli impianti ed evitare le sanzioni previste fino a 2.500 euro.

Questo è l’appello lanciato da Confedilizia in vista della scadenza del prossimo 31 dicembre, termine entro il quale in ogni condominio occorre installare i sistemi in questione. Sistemi che non sono obbligatori in senso assoluto, ma, in linea con lo spirito della normativa, solo se viene preventivamente verificato che determinino efficienza e risparmio energetico.

In molti edifici, però, non è stato ancora possibile – segnala Confedilizia – adempiere a quanto imposto dalla legge a causa del ritardo con cui è stato approvato il decreto che ha modificato le regole applicabili. E le prime accensioni dei riscaldamenti – unitamente all'impossibilità oggettiva per le imprese di soddisfare le innumerevoli richieste in questo senso – non consentono ormai più, in molte zone d’Italia, di intervenire per tempo. Così, il rischio che per molti condomini possano scattare sanzioni – da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare – è concreto quanto ingiusto. E a risentirne maggiormente saranno le fasce della popolazione economicamente più deboli.

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15 ottobre si accende il riscaldamento nella zona climatica E

Oggi si riaccendono i termosifoni nei 4.300 comuni della zona climatica “E” - Salvo diversa disposizione del sindaco

In occasione dell’accensione dei termosifoni, ENEA ha pubblicato sul sito una nota per ricordare alcune semplici regole per: la corretta manutenzione della caldaia ai fini della sicurezza, la contabilizzazione del calore, risparmiare sulla bolletta ed evitare sprechi di energia o multe per non aver rispettato le previsioni di legge.

Le regole di ENEA

1. Sicurezza

La sicurezza, ovvero la corretta manutenzione degli impianti, è fondamentale per consumare e inquinare meno e per evitare sanzioni. Infatti, un impianto ben regolato e ben manutenuto consuma e inquina meno e chi non effettua la manutenzione prevista dal DPR 74/2013, rischia una multa non inferiore a 500 euro. Utili indicazioni sono disponibili nella Guida per l’esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici, realizzata dall'ENEA nell'ambito delle attività di informazione e formazione del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori e il mensile il TEST.

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Zone climatiche e GG secondo il DPR 412-93

L’Italia è divisa in sei zone climatiche, come stabilisce il DPR n°412 del 26-08-1993 (Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione e la manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4 della legge 9 gennaio 1991, n.10.). denominate con le lettere da A a F, secondo il valore di GG (gradi-giorno) della singola località:

A.    zona alpina 

B.    zona padana 

C.    zona appenninica 

D.    zona adriatica settentrionale 

E.    zona tirrenica 

F.    zona sud-orientale e delle isole 

Ognuno dei 8100 comuni italiani appartiene ad una zona climatica indipendentemente dalla regione di appartenenza: in Toscana, ad esempio, Firenze appartiene ad una zona diversa rispetto ad Arezzo a causa del suo clima più mite.

I Gradi Giorno sono un parametro che quantifica il fabbisogno termico necessario mediamente per mantenere un clima confortevole nell'abitazione in una determinata località durante l’anno. La zona A necessità delle minori quantità di energia, la zona F di maggiori quantità.

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Fabbisogno energetico: come calcolare la differenza percentuale

Alcune precisazioni su come calcolare la percentuale relativa alla differenza di fabbisogno energetico prevista dal d.Lgs 141/2016

A seguito dell'articolo precedente su come calcolare il fabbisogno energetico è necessario fare alcune precisazioni su come deve essere calcolata la percentuale relativa alla differenza di fabbisogno energetico prevista dal d.Lgs 141/2016. Infatti nel decreto non è precisata quale base debba essere presa a riferimento per il calcolo di tale percentuale, se sia cioè il fabbisogno dell'appartamento più favorito o viceversa di quello più sfavorito, oppure ad esempio la media del fabbisogno energetico di tutti gli appartamenti.

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